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Le Guerre del Pensiero Unico di Gianluca Ferrara

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Le Guerre del Pensiero Unico di Gianluca Ferrara

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Descrizione

In politica internazionale, dopo la caduta del muro di Berlino, si è imposto un unico ordine economico, militare e sociale. Un pensiero unico da cui non ci si può dissociare. Chi si oppone a tale
sistema viene, in nome della democrazia, eliminato. Somalia 1993, Jugoslavia 1992 e 1999, Afghanistan 2001, Iraq 1991 e 2003, Libia e Siria 2011, Ucraina 2014 e Yemen 2015: tutti conflitti giustificati da fake news veicolate dalla fabbrica del consenso al fine di giustificare aggressioni a Paesi sovrani non allineati.  Uno schema collaudato che si ripeterà per il Venezuela e per l’Iran. In Italia, già prima del 1989, c’è stato chi come Aldo Moro in ambito politico, ed Enrico Mattei in quello economico, voleva affrancarsi da questo pensiero unico che si è imposto attraverso la strategia della tensione. Oggi è giunto il tempo del cambiamento e in politica estera l’Italia, dopo il 1945, finalmente sta dimostrando una propria autonomia. Stiamo transitando da un mondo unipolare a uno multipolare, ed è fondamentale che il nostro Paese acquisisca quella libertà decisionale che lo possa rendere competitivo nei prossimi scenari che si vanno delineando.

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Gianluca Ferrara, laureato in Scienze Politiche, è un saggista noto per la sua analisi dei fenomeni di politica internazionale e degli scenari economico-sociali. Ha scritto per diverse riviste e quotidiani nazionali. Ai suoi libri hanno partecipato: don Andrea Gallo, Vandana Shiva, Beppe Grillo e Ferdinando Imposimato. Ha fondato Dissensi Edizioni una casa editrice di cui è direttore editoriale che a lui piace definire un laboratorio culturale di contro-informazione e partecipazione. Collabora con Il FattoQuotidiano.it. È senatore e capogruppo della Terza Commissione Affari Esteri e Emigrazione per il M5s. È delegato italiano all’Assemblea Parlamentare dell’OSCE.


1 recensione per Le Guerre del Pensiero Unico di Gianluca Ferrara

  1. Giuseppe Carone

    Pur essendo contemporaneo a tutte le guerre trattate in questo libro da Gianluca Ferrara, devo ammettere che il riviverle attraverso la lettura ordinata e coordinata che l’autore ci offre mi ha lasciato esterrefatto.
    Lo sgomento è senz’altro da attribuire al fatto che queste “Guerre del pensiero unico” sono state di volta in volta preceduti da campagne mediatiche tendenti a convincere l’opinione pubblica della bontà delle azioni criminose camuffandole da meritorie azioni umanitarie. Per cui non potevano non essere viste e considerate doverose per la difesa della democrazia e la salvaguardia della libertà sul nostro pianeta.
    È disarmante apprendere che anche il generale Ike, il vincitore del nazifascismo, quale comandante in capo della nazione più potente del mondo, ha dovuto inchinarsi alla strategia messa in atto dai detentori del potere “dell’enorme macchina industriale e militare” a lui formalmente subordinati, arrivando ad auspicare, con il suo discorso del 17 gennaio del 1961, che a domarli fosse “un popolo di cittadini allerta e consapevole”.
    Dal momento che l’avvento di un popolo “allerta e consapevole” non sembra visibile neppure all’orizzonte (mentre i leader politici che si sono opposti al dilagante imperialismo del male sono stati semplicemente eliminati) sembra che rimanga solo la rassegnazione.
    Sennonché, il costo di questa rassegnazione comporta la perdita inesorabile sia della democrazia sia di ogni forma di libertà.
    Che fare, dunque, per salvare la democrazia?
    Un rimedio potrebbe suggerircelo l’antica, eterna Atene, “culla della democrazia”.
    Quando nel 508 a.C. gli ateniesi rovesciarono l’élite al potere e istituirono la “democrazia”, inventarono pure l’antidoto per salvaguardarla: l’istituto giuridico dell’ostracismo.
    Ecco, credo sia opportuno valutare l’introduzione nel nostro ordinamento di un simile rimedio che miri a punire coloro che si propongono di sovvertire la libertà e la democrazia decretando, per i colpevoli, la confisca dell’intero patrimonio, dopo averli ridotti allo status di apolidi.

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