Covid 19 e benedizioni!

Covid19 e benedizioni!

Per essere inCORONAti Re bisogna sapersi inchinare

 

Courtesy Guerriere del Vento – Mary, cm 90X80 2020 di Carla Bedini – Galleria Ca’ di Fra’ – Milano

Quanto è presente nel nostro immaginario l’idea di illuminazione? E quante volte ne abbiamo sentito parlare in termini di armonia assoluta, amore incondizionato, pace imperitura, gioia illimitata e giustizia perfetta? Eppure questa definizione avrebbe piena credibilità solo se a pronunciarla fosse Dio stesso in persona, perfettamente realizzato, onnipotente e autotrasceso. Per un essere umano sulla via del risveglio al massimo può essere una vaga intuizione, lontana, soffusa e azzardata. O, più semplicemente, un orizzonte inesorabilmente irraggiungibile. Tuttavia dei passi obbligati sul cammino verso questo orizzonte se ne parla ancora troppo poco. E ancora meno si parla del reale significato della Luce.

La Luce sta al di là di ogni dualismo luce-ombra. La Luce, quella con la L maiuscola, non equivale a starsene seduti in cima a un monte a contemplare prati fioriti e superfici oceaniche punteggiate di stelle. La Luce con la L maiuscola equivale alla posizione da cui è possibile scorgere Tutto Ciò che è, ombre e luci, discernendole con chiarezza e notandone il sottile equilibrio, la costante danza in fluire, la profonda complementarietà. Equivale alla capacità di sostare senza paura davanti alle porte del paradiso come a quelle dell’inferno. Equivale alla disposizione interiore a vedere l’infero e il beato senza la tentazione della paralisi interiore, dell’attacco o della fuga. Come accade quando scorgo nella mia ferita narcisista la base primaria della mia autostima, ma non la confondo con essa! Come quando prendo atto del mio vorace bisogno di essere visto e lo scorgo essenziale per la mia vocazione, mettiamo, di attore, ma non lo confondo con esso.

Molte persone perdono per strada i loro talenti migliori perché questi talenti (non quelli che abbiamo sempre manifestato con facilità, i talenti di nascita, ma quelli che siamo destinati a far fiorire proprio in questa vita, i talenti potenziali)  spesso sono incartati con astuzia proprio fra i nostri peggiori scarti, quindi è proprio lì che dobbiamo continuarli a cercare finché non li scoviamo!

Un esempio per tutti: fino circa a 30 anni io avevo molta vergogna del mio corpo – ne parlo in un articolo passato, La Regina di Ghiaccio -, poi ho deciso di guardare in faccia questo “mostro”, e oggi proprio il corpo si è rivelato uno degli strumenti centrali sia nella mia vita privata che nella mia missione nel mondo. Solitamente invece i nostri scarti ci piacciono poco, e la prima tentazione è quella di nasconderli a noi stessi e agli altri, nel tentativo di conservare un’immagine tutto sommato – secondo noi – presentabile al mondo. Ecco perché le persone illuminate sono poche! Ecco perché il maestro è un devoto servitore, prima ancora che un imperatore solenne. Bisogna essere umili, per guardare in faccia i propri mostri! Ce lo racconta anche la storia: per essere inCORONAti Re, bisogna sapersi inchinare!

In questo periodo mi sono chiesta molte volte quale potrebbe essere la strada maestra per guarire dal virus, dal punto di vista della Coscienza, e guarda un po’ mi ritrovo a parlare d’inchino. Colgo la trama sottile con cui l’Universo ci indica costantemente la via, quindi auguro a tutti noi di riscoprire che cosa è – in se stesso, negli altri e nella vita – ciò a cui vale la pena inchinarsi davvero. Questo tempo di embargo obbligato probabilmente è  il tempo perfetto per aggiornare il nostro elenco di priorità e rinnovare la nostra scala di valori; mi sembra fin troppo chiaro che negli ultimi decenni abbiamo davvero confuso l’Ordine Primario, quello dell’Amore, con quello del profitto! Forse doveva davvero accadere qualcosa, un bello scapaccione di Madre Natura, per costringerci a sterzare! Le cose grandi richiedono passaggi e solitudine. Un lasciarsi fare dal mistero che fa crescere l’albero, il radicchio, il fiore. Oggi siamo tutti invitati a tacere perché ciò che cresce ha un suono nuovo che si può sentire solo senza parlare. E’ un’altra misura, un altro spazio. Ora c’è poco da fare, si può soltanto ascoltare. Ritornare al suono delle cose quando sono vive. Ridiventare progetto naturale, senza fughe, senza scampo. Tornare al mondo portando nella carne il primo seme.

E proprio da questa carne di nuovo fertile nasce una riflessione scomoda, come tutti i periodi di trasformazione, scomodi e necessari. Deve cambiare tutto! Il sistema è crollato. Il Covid19 ci sta dicendo questo, il sistema è crollato o comunque deve crollare, a cominciare dall’imperialismo finanziario che negli ultimi decenni ha imbrigliato le menti perfino dei migliori pensatori del pianeta.

Qualcuno forse crede il contrario, ma non si diventa psicoterapeuti per arricchirsi. No. Per arricchirsi si fa altro, magari si diventa medici primari in ospedale, e lo dico senza livore, anzi. Ma se vedi tanti, ripeto, tanti, tantissimi troppi psicoterapeuti etichettare semplicisticamente col termine di “resistenza” anche le ovvie e banali circostanze di vita di certe persone costrette a interrompere la terapia per mancanza di soldi, capisci che sotto c’è qualcosa che non va, e neanche poi tanto sotto.

Non c’entra la buona fede: qui non si tratta di Maria Antonietta che ai francesi affamati di pane rispose ghiaccia: “mangiatevi le brioche!”. Qui non è questione individuale, ma collettiva. Le persone non hanno più risorse  sufficienti per permettersi il bene più grande che c’è: uno spazio in cui crescere e imparare a fiorire! E nelle nostre condizioni ritengo davvero scellerato aggravare il senso di inadeguatezza delle persone costrette a fare i conti col loro budget ogni giorno che Dio mette in terra, ribattendo che si tratta solo delle loro personali ed esclusive resistenze al cambiamento. Al di là delle “resistenze” psicologiche che esistono davvero, e che come tali vanno prima onorate poi sciolte, a volte è proprio l’aspetto più incancrenito della materia parassitata ormai fino al midollo a bloccare il nostro fluire.

Qualche anno fa è successo anche a me, e personalmente ne sono uscita non sciogliendo chissà quali resistenze, ma grazie ad alcune persone speciali e generose che si sono prese il disturbo di aiutarmi in modo concreto.

Una società che rende ai suoi cittadini quantomeno stressante arrivare alla fine del mese, ed è un eufemismo, una società dove una seduta psicoterapeutica di 50 minuti può costare fino a 150 euro, e dove a doverli tirar fuori sono proprio le persone più sensibili (quindi più fragili, in senso buono) del sistema, è una società malata.

E in questo senso forse è saggio benedire il Covid19 per averci obbligati a uno STOP, a un rigurgito di Coscienza, alla riconquista del nostro tempo e del nostro posto nel mondo. Lo dico nel massimo rispetto di chi in questa sfida si è giocato o si sta giocando la vita.

Mi auguro e auguro a tutti noi che, appena quest’emergenza sarà terminata, spero il prima possibile, riusciremo a fare tesoro di questa esperienza e a stillare una nuova lista di valori in cui, a costo di battere i pugni sul tavolo, ci riapproprieremo del nostro primo diritto di nascita: quello a una Vita Gioiosa, senza se e senza ma.

E ora una proposta speciale! Non sappiamo bene ancora come, ma sappiamo che la nostra vita sta cambiando. Ogni cambiamento richiede di rinunciare alla precedente stabilità e sicurezza per entrare in un processo dinamico che richiede fiducia, capacità di tollerare l’incertezza, disponibilità ad aprirci all’ignoto. E ci viene chiesto di farlo da soli, nelle nostre case guardando in faccia noi stessi, senza pretesti, senza complici. In questo passaggio le nostre paure e insicurezze, i limiti che abbiamo cercato di evitare nella fretta quotidiana e nella pienezza del mondo, riaffiorano in evidenza. È il momento delle crisi e dell’opportunità.

Può essere il momento di condividere le nostre difficoltà e trovare ascolto, sostegno, orientamento, strumenti adeguati.

Per questo io, e molti miei colleghi di ITI Milano, Istituto Internazionale di Psicologia Transpersonale, abbiamo deciso di mettere a disposizione le nostre competenze offrendo colloqui telefonici gratuiti rivolti a tutti. Pertanto potete chiamarmi da oggi mercoledì 18 marzo a venerdì 3 aprile 2020 dalle h 15 alle h 18 al numero di cellulare 335 5764148, oppure contattarmi su Skype all’indirizzo Barbara Bedini

Buona trasformazione a tutti!

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