Enio Mancini

Enio Mancini

Biografia Autore

Enio Manicini. Nato a Sant’Anna di Stazzema nel febbraio del 1938, da una famiglia modesta, ma dignitosa, composta dal padre, minatore nelle vicine miniere di ferro e pirite, dalla madre casalinga, da un fratello maggiore di 3 anni e dalla nonna paterna, vedova della prima guerra mondiale.

La pensione, di cui essa godeva, unita alla paga di minatore del babbo, al raccolto del coltivato e dal bestiame che, soprattutto la mamma accudiva, permetteva alla famiglia di Enio una vita, non certo agiata, ma dignitosa, che permise, fra l’altro di pagare la retta del collegio a Pisa a Enio e, successivamente, a proseguire gli studi superiori a Massa. Dopo il servizio militare negli alpini, in Alto Adige, nel 1961, venne assunto come contabile nella società che gestiva anche le miniere di Sant’Anna e Valdicastello dal 1961 al 1964, ha fatto gavetta, in vari cantieri edili in Italia e successivamente, quando la Dirigenza lo ritenne preparato, venne trasferito presso gli uffici delle miniere di Valdicastello, dove ha svolto mansioni sempre più impegnative, fino a diventare direttore amministrativo e del personale.

Dal 1964, risiede a Valdicastello di Pietrasanta, dove in quell’anno si sposò e nel 1967 ebbe una figlia. Nel 1990 la società Edem, che gestiva le miniere, cessò l’attività, nella primavera del 1991, dopo aver provveduto agli adempimenti di chiusura, Enio poté usufruire del prepensionamento. Il 19 settembre del 1991, venne inaugurato, a Sant’Anna di Stazzema, il Museo Storico della Resistenza e da quella data fino alla primavera del 2006, Enio è stato guida e responsabile su proposta della Associazione Martiri di Sant’Anna, della quale, nel 1971, fu tra i soci fondatori e per più di 30 anni componente del direttivo.

Il suo impegno nella divulgazione, specialmente verso i giovani, dei valori storici e civili legati al crimine assoluto, compiuto a Sant’Anna il 12 agosto 1944, ad opera dei nazi-fascisti ed all’esaltazione dei valori della Pace, Enio, il 2 giugno 1998, venne insignito del titolo di Cavaliere al Merito della Repubblica Italiana, il 18 aprile 2006 di un riconoscimento da parte del Consiglio

Regionale della Toscana ed, infine, il 13 ottobre 2009 l’onorificenza tedesca DIE VERDIENSTMEDAILLE da parte Der Bundesprasident di Berlino, per l’attività di testimone e custode della Memoria, dei luoghi divenuti simbolo del martirio patito dalle comunità toscane e per le testimonianze, in diverse occasioni ed in numerose città tedesche, dove ha tenuto seminari, dibattiti ed incontri con studenti universitari e delle scuole superiori.